L'articolo analizza il concordato minore sotto il profilo aziendalistico, con particolare attenzione alle imprese minori, alle imprese agricole, alle start up innovative e ai professionisti. Dopo un inquadramento generale dell'istituto, l'autore approfondisce i presupposti soggettivi e le dimensioni economiche del fenomeno, corroborate da dati statistici su microimprese, imprese agricole e start up innovative. Ampio spazio è dedicato alle cause tipiche della crisi delle imprese minori e alla centralità della continuità aziendale, prevalentemente diretta data la forte componente soggettiva dell'avviamento. Un nucleo tematico rilevante riguarda il piano di risanamento nel concordato minore, che deve integrarsi con il budget familiare (art. 75, lett. e, CCI) per determinare il flusso di cassa netto disponibile per i creditori, al netto dello "stipendio direzionale" essenziale al mantenimento del debitore e della famiglia. Sono poi illustrati i requisiti minimi del piano, la durata consigliata e gli strumenti di gestione del rischio. La parte conclusiva è dedicata al ruolo dell'OCC nella valutazione di fattibilità del piano, elemento dirimente dell'intera procedura.
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