• Brindisi

    23-24 novembre 2018

    "Anticipazione della crisi: le nuove scommesse della riforma"

  • Bari

    25-26 gennaio 2019

    "Accertamento del passivo e pagamento dei crediti"

  • Ancona

    5-6 aprile 2019

    "Giurisdizione civile e diritto concorsuale: il nuovo ruolo del curatore"

  • Ventotene

    giugno 2019

L’OCI ospita le opinioni, i brevi saggi ed i contributi di ricerca che i giuristi e gli economisti, osservatori dell’insolvenza, immettono nel dibattito scientifico e culturale promosso dall’associazione.

L’invio dei papers può essere fatto al webmaster all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. corredando il documento di un titolo, un breve indice-sommario ed un occhiello rappresentativo della parte essenziale della comunicazione in oggetto.

La Redazione dell’OCI  si riserva la facoltà di modificare uno o più di tali elementi in relazione alle proprie esigenze scientifiche e non assume con l’invio alcun obbligo di pubblicazione sul sito.

Le opinioni espresse nei papers, in ogni caso, sono nella esclusiva responsabilità dell’autore, non impegnando in alcun modo l’OCI stesso, che mantiene anche la facoltà di far cessare ogni pubblicazione editata, a proprio insindacabile giudizio.

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La riforma della legge fallimentare ha ampliato o diminuito i doveri e le responsabilità del curatore? E qual è la prospettiva in cui si colloca il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza prefigurato dalla Commissione Rordorf?

Trovare il giusto equilibrio fra tutela della massa fallimentare e difesa dei diritti dei lavoratori creando il necessario coordinamento normativo fra la disciplina dettata in materia concorsuale e quella vigente in ambito giuslavoristico: è una delle sfide più ambiziose che la riforma della crisi di impresa e dell'insolvenza si trova ad affrontare.

Una disamina approfondita ed organica dell’attuale disciplina dell’art. 118, comma 2, l.f. che non trascura le prospettive conseguenti alla possibile approvazione della riforma Rordorf.

In caso d’insuccesso di una procedura di composizione assistita della crisi, come si atteggiano i pagamenti preferenziali, acclarati dal giudice penale come fatti di bancarotta e quali riflessi si determineranno sul piano civilistico in punto di azione di responsabilità? Con il presente contributo si pongono le premesse per ulteriori approfondimenti.

Quali sono le conseguenze sull'organizzazione aziendale delle misure di allerta introdotte dalla bozza dei decreti legislativi della Riforma Rordorf? La risposta in questo interessante contributo di un importante docente di economia aziendale.

L’estensione al socio illimitatamente responsabile della procedura liquidatoria aperta nei confronti della società è un tema storico del diritto concorsuale, possibile oggetto di future novità normative nell’ambito della cd. riforma Rordorf (Legge 19 ottobre 2017, n. 155, Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza). Una volta superata la concezione del socio illimitatamente responsabile come imprenditore indiretto o coimprenditore si apre la possibilità di una regolazione della responsabilità del socio per i debiti della società anche in un contesto concorsuale diverso, come quello delle procedure di sovraindebitamento. In attesa delle scelte ormai imminenti da parte del legislatore delegato l’attuale disciplina dell’art. 147 l.f. evidenzia plurime questioni ermeneutiche connotate da un costante richiamo alla disciplina societaria.

Un nuovo tema nei poco esplorati rapporti fra diritto della crisi e diritto delle società: il funzionamento degli organi sociali, il loro rapporto con gli organi che sovraintendono alla procedura concorsuale e ai doveri degli organi amministrativi e di controllo in caso di declino o crisi dell’impresa.

L’insinuazione al passivo dei crediti tributari pone sempre piccole e grandi questioni problematiche. Nel presente contributo ne vengono esaminate parecchie, con una particolare attenzione ai recenti arresti della giurisprudenza della Suprema Corte.

Le banche e i loro esponenti possono rispondere del reato di bancarotta? Ed entro che limiti? È l’affascinante quesito cui intende rispondere l’Autore del ponderoso scritto che sottoponiamo alla vostra attenzione, non prima di avere analizzato con attenzione le varie fattispecie penali, con occhio sempre attento ai risvolti civilistici delle varie problematiche affrontate.

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