• Brindisi

    23-24 novembre 2018

    "Anticipazione della crisi: le nuove scommesse della riforma"

  • Bari

    25-26 gennaio 2019

    "Accertamento del passivo e pagamento dei crediti"

  • Ancona

    5-6 aprile 2019

    "Giurisdizione civile e diritto concorsuale: il nuovo ruolo del curatore"

  • Ventotene

    giugno 2019

L’OCI ospita le opinioni, i brevi saggi ed i contributi di ricerca che i giuristi e gli economisti, osservatori dell’insolvenza, immettono nel dibattito scientifico e culturale promosso dall’associazione.

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Quali sono le modalità di esecuzione del concordato con cessione dei beni alla luce dei recenti interventi di riforma? Il presente contributo ci propone un utile quadro riepilogativo di sintesi.

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono una procedura concorsuale? E, di conseguenza, il credito del professionista per l’attività prestata in funzione della stipulazione e dell’omologazione di un accordo può dirsi prededucibile?

Curriculum di Fabrizio Bonato (praticante avvocato in Milano) e Ester Zucchelli (praticante avvocato in Milano)

Le garanzie dotate di procedimenti esecutivi “agevolati”, come la cd. “garanzia finanziaria”, sono davvero la panacea di qualsiasi rischio derivante dalla dichiarazione di insolvenza del debitore-garante? Fino a che punto la garanzia finanziaria può “reggere” l’urto di una procedura che comporti la cristallizzazione del patrimonio del debitore? In questo breve contributo, attraverso una sorta di stress test del contratto di garanzia finanziaria, si tenterà di dare una risposta.

Curriculum di Antonio Pezzano (avvocato in Firenze) & Massimiliano Ratti (avvocato in La Spezia)

Uno dei maggiori problemi che pone il concordato preventivo con continuità aziendale riguarda l’allocazione delle risorse che vengono generate successivamente all’omologa: a quali condizioni il debitore ne può disporre liberamente?

A partire dal decreto correttivo del 2007 e fino alle più recenti modifiche del 2015 si è assistito ad una graduale riduzione dell’autonomia negoziale. A seguito della generale estensione delle regole della liquidazione fallimentare a quella concordataria fin dal momento del deposito della domanda di concordato e dell’introduzione dell’art. 163-bis l.f. sulle offerte concorrenti, è ancora consentito alla proposta di “disporre diversamente”?

La “strada lunga e tortuosa” del giudice tra regole della liquidazione fallimentare, principio di autonomia e merito gestionale nella comparazione delle offerte concorrenti.

Si è detto veramente tutto sulla prededucibilità del credito del professionista? In questo breve ma incisivo scritto il prof. Ambrosini fa il punto sulla questione, criticando la cd. tesi dell’utilità in concreto e manifestando l’opinione che laddove il professionista non eserciti la propria attività con diligenza non si ponga proprio un problema di prededuzione, ma di esistenza stessa del credito.

La ricerca svolta dall’OCI nel 2016 nelle regioni Toscana e Puglia ha riguardato, oltre che il concordato preventivo, anche gli accordi di ristrutturazione dei debiti. L’analisi del contributo empirico è nelle pagine che seguono ed i risultati sono, almeno in parte, sorprendenti rispetto a quanto comunemente si sente dire nei convegni e nei pubblici dibattiti.

Può una banca interrompere immotivatamente l’erogazione del finanziamento all'imprenditore senza congruo preavviso, anche se il contratto sembra consentirglielo? E, in particolare, cosa accade quando tale comportamento viene assunto in pendenza di proposta di concordato cd. con riserva? Sono alcuni degli interrogativi a cui prova a dare risposta in questo breve scritto.

Da circa un anno è all’esame delle Camere un disegno di legge-delega diretta emanazione dei lavori della Commissione Rordorf, istituita con l’ambizioso obiettivo di predisporre una riforma organica dell’intero diritto concorsuale, tuttora imperniato su un testo normativo vecchio di 75 anni (il r.d. 16 marzo 1942, n. 267). In tale contesto, assume un rilievo fondamentale nella riforma l’istituto del concordato preventivo, lo strumento di soluzione della crisi d’impresa alternativo al fallimento maggiormente utilizzato. La Commissione Rordorf si è fatta interprete dell’esigenza di regolamentare i poteri di controllo del tribunale sia con riferimento al piano che alla proposta concordataria, in un’ottica di continuità con gli orientamenti del giudice di legittimità. Il disegno di legge di inziativa governativa (n. 3671-bis) si pone, tuttavia, in una prospettiva di maggiore accentuazione degli aspetti di controllo pubblicistici del tribunale, con un sindacato esteso anche alla realizzabilità economica del piano.

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