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  • Ancona

    17-18 aprile 2020

    "Dagli indicatori della crisi alle misure protettive e premiali nella nuova concorsualità"

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  • Catania

    12-13 giugno 2020

    "Le “Responsabilità” nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza"

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  • Bologna

    17-20 settermbre 2020

    "Nona edizione di InsolvenzFest - i dialoghi pubblici per capire crisi debiti e diritti"

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  • Perugia

    23-24 ottobre 2020

    "L’apertura delle nuove procedure concorsuali: prime applicazioni”

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  • Firenze

    20-21 novembre 2020

    "Rilevazione della crisi e allerta: prime applicazioni"

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L’OCI ospita le opinioni, i brevi saggi ed i contributi di ricerca che i giuristi e gli economisti, osservatori dell’insolvenza, immettono nel dibattito scientifico e culturale promosso dall’associazione.

L’invio dei papers può essere fatto al webmaster all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. corredando il documento di un titolo, un breve indice-sommario ed un occhiello rappresentativo della parte essenziale della comunicazione in oggetto.

La Redazione dell’OCI  si riserva la facoltà di modificare uno o più di tali elementi in relazione alle proprie esigenze scientifiche e non assume con l’invio alcun obbligo di pubblicazione sul sito.

Le opinioni espresse nei papers, in ogni caso, sono nella esclusiva responsabilità dell’autore, non impegnando in alcun modo l’OCI stesso, che mantiene anche la facoltà di far cessare ogni pubblicazione editata, a proprio insindacabile giudizio.

L’invio del paper implica accettazione di tali regole.

Una riforma organica delle procedure concorsuali deve superare la frammentarietà dell’attuale ordinamento italiano ed incidere sul principale fattore di insuccesso delle soluzioni alternative, dunque premiando la riorganizzazione precoce della crisi e avvicinando ogni altra vicenda liquidatoria alle esigenze dei creditori.

Fra le novità apportate dalla miniriforma ex d.l. 27 giugno 2015, n. 83, convertito in 6 agosto 2015, n. 132, particolare rilievo ha l’introduzione, con il nuovo art. 182-septies l.fall., delle figure degli accordi di ristrutturazione con intermediari finanziari e delle convenzioni di moratoria. Il paper ne analizza la disciplina, con speciale attenzione all’intreccio fra profili negoziali e concorsuali ed alla collocazione degli istituti indagati nel sistema degli strumenti offerti dal legislatore alla soluzione della crisi di impresa.

Il fenomeno delle società in mano pubblica o, più semplicemente, delle società pubbliche, cioè delle società il cui capitale è posseduto in tutto o in parte da enti pubblici, ha assunto nel nostro ordinamento dimensioni rilevanti e interessa anche il diritto concorsuale. Tra esse di particolare importanza sono le società in house, oggi regolamentate dall’art. 5 del codice dei contratti pubblici (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50). In un'ottica di progressiva esternalizzazione di interi segmenti di attività amministrativa, i connotati pubblicistici dell’organizzazione imprenditoriale e l’interesse sotteso all’esercizio dei compiti della P.A. rappresentano un punto di frizione nella potenziale gestione concorsuale dell’impresa. La continuazione costituisce, a sua volta, un potenziale punto di convergenza.

La consapevolezza del carattere eccezionale della disciplina sulle moratorie in favore delle vittime di fatti di usura o di estorsione lenisce solo in parte il disorientamento che investe l’interprete dinanzi ad un tessuto normativo “ibrido” quanto ambizioso. Attraverso l’alterazione delle ordinarie relazioni civili e dell’immediata attuazione del disposto dell'art. 2740 c.c., l’articolo 20 della l. n. 44 del 1999 si propone di gestire un complicato equilibrio tra «protezione di ogni situazione debitoria, d'impresa o meno, incisa anche indirettamente dai reati» di usura o di estorsione (e collegati) e «quanto più possibile selettiva limitazione del diritto di difesa e del diritto di credito». Un obiettivo di non agevole conseguimento, in un contesto economico generale nel quale la salute del creditore è primariamente assicurata dalla speditezza con cui si rende effettivo il suo diritto al tempestivo e corretto adempimento del debitore. In un quadro che conduce ad approdi spesso diversificati, l’Autore rivisita in termini organici l’assetto normativo delle misure di sostegno previste per le vittime dei delitti di usura e di estorsione, conservando costante l’attenzione all’elaborazione giurisprudenziale che, accompagnando le riforme, ne ha spesso anticipato le direttrici di sviluppo.

Il sistema antiriciclaggio si muove tra la cronica insufficienza della repressione penale e un bulimico sistema di misure di prevenzione che, a fronte di un fenomeno che ha raggiunto dimensioni di carattere internazionale, necessita, per essere veramente efficace, del coinvolgimento attivo e attento di tutti i soggetti interessati. In questo quadro si inseriscono la depenalizzazione introdotta dal d.lgs. n. 8 del 2016 e l’imminente revisione del sistema sanzionatorio conseguente al recepimento della Quarta direttiva europea antiriciclaggio.

Curriculum di Antonio Pezzano (avvocato del foro di Firenze) & Massimiliano Ratti (avvocato del foro di La Spezia)

Il d.lgs. n. 50 del 2016 interviene organicamente nella materia dei contratti pubblici, scontando, tuttavia, un permanente difetto di connessione sistematica allorché viene contagiato dalle “patologie” concorsuali.

Mentre la giurisprudenza CEDU ci insegue per i processi-lumaca, il legislatore conia una “finta chiusura" dei fallimenti, iniettando nel processo fallimentare una linfa salvifica, che potrebbe però trasformarsi in un boomerang per gli esiti incerti delle prime interpretazioni ed applicazioni....prima o poi se ne accorgeranno anche in Europa....

Con i richiami a Sergio Leone, per il ritmo della rappresentazione dell’epopea del West americano e dei suoi primi anni del Novecento, l’autore  ripercorre la lunga storia, un’epopea ancora non del tutto conclusa, della falcidiabilità del credito I.V.A. e delle ritenute operate e non versate. La recente pronuncia della Corte di Giustizia 7 aprile 2016 (in causa C-246/14), cui è dedicata la nota di commento,  rende ragione delle aspettative di regolazione meno afflittiva sinora vantate dagli imprenditori proponenti il concordato con la riduzione anche dei debiti tributari, a superamento delle posizioni più intransigenti fino a questo momento assunte nella giurisprudenza italiana.

Dopo la spinta alla continuità aziendale nelle procedure conservative, in particolare il concordato preventivo e anche con riguardo ai contratti pubblici, la disciplina speciale degli appalti con il d.lgs. n.50 del 2016 pone a raffronto critico l’interesse del progetto ristrutturativo del debito con l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera.

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