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    20-22 settembre 2019

    "Ottava edizione di InsolvenzFest - i dialoghi pubblici per capire crisi debiti e diritti
    Il tempo dei debiti"

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  • Perugia

    25-26 ottobre 2019

    "I soggetti e l’apertura della procedura concorsuale”

L’OCI ospita le opinioni, i brevi saggi ed i contributi di ricerca che i giuristi e gli economisti, osservatori dell’insolvenza, immettono nel dibattito scientifico e culturale promosso dall’associazione.

L’invio dei papers può essere fatto al webmaster all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. corredando il documento di un titolo, un breve indice-sommario ed un occhiello rappresentativo della parte essenziale della comunicazione in oggetto.

La Redazione dell’OCI  si riserva la facoltà di modificare uno o più di tali elementi in relazione alle proprie esigenze scientifiche e non assume con l’invio alcun obbligo di pubblicazione sul sito.

Le opinioni espresse nei papers, in ogni caso, sono nella esclusiva responsabilità dell’autore, non impegnando in alcun modo l’OCI stesso, che mantiene anche la facoltà di far cessare ogni pubblicazione editata, a proprio insindacabile giudizio.

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La legge fallimentare riformata attribuisce funzioni di particolare rilevanza al comitato dei creditori. Il legislatore – com’e` noto – ha voluto privatizzare la procedura concorsuale, riducendo i poteri del giudice delegato e rafforzando, tra l’altro, quelli del comitato dei creditori, quale organo portatore dell’interesse (di respiro generale) al proficuo svolgimento della vicenda fallimentare. Tale impostazione si pone in perfetta sintonia con l’idea secondo cui in caso di insolvenza il controllo dell’impresa (o del patrimonio riferibile all’imprenditore) debba fisiologicamente trasferirsi in capo ai creditori.

L’accertamento dei crediti tributari nelle procedure concorsuali non è di facile interpretazione e ciò in ragione del problematico equilibrio tra la normativa fallimentare e quella tributaria, in una consueta contrapposizione dialettica tra profili di specialità ed interpretazioni giurisprudenziali. 
Si rende, quindi, necessario – anche per una pronta lettura – riportare qui di seguito la norma quadro che disciplina il concorso dei creditori nel fallimento e le norme tributarie inerenti l’ammissione dei crediti tributari nel fallimento. >>

Il D.L. 6 luglio 2011 n. 98 (c.d. "Manovra Correttiva 2011"), pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 06/07/2011, che entro il prossimo 04 settembre il parlamento dovrà convertire in legge (comprensiva di eventuali emendamenti), ha la precipua finalità di stabilizzare ed incrementare il gettito fiscale.
Per quanto ci occupa nell'art. 23 del D.L. 98/2011 sono contenute una serie di modifiche al codice civile, finalizzate ad avvantaggiare l'Erario nelle procedure esecutive, sia collettive che individuali, che sembrano aver creato un non indifferente disorientamento negli addetti ai lavori, travolti da norme su "nuovi" privilegi tributari, aventi efficacia retroattiva anche per procedure "in corso d'opera".

La verifica dei crediti davanti al giudice delegato è, senza alcun dubbio, uno dei settori della legge fallimentare maggiormente interessati dalla riforma ed, anche per questo, è stato oggetto della ricerca OCI del 2011. In questa relazione, tenuta recentemente a Palermo ad un corso per curatori fallimentari, vengono affrontate alcune questioni controverse di questo particolare giudizio (dal rinvio dell’udienza al regime delle preclusioni, dalla decisione del giudice delegato alla rinuncia alla domanda di insinuazione, dall’ammissione con riserva alla domanda cd. ultratardiva), che, se negli intenti del legislatore voleva essere “semplificato”, ha di contro fin da subito evidenziato non poche asperità interpretative.

Non è dubitabile che le problematiche riconnesse all’insinuazione al passivo dell’agente per la riscossione dei tributi sono particolarmente spinose anche per i più esperti tra gli addetti ai lavori; e non è, dunque, un caso che l’OCI vi ha dedicato una specifica attenzione nella ricerca del 2011 su “L’accertamento del passivo” (nonché l’ultimo capitolo del volume che, da ultimo, ne ha riassunto i risultati). Il presente contributo affronta le varie questioni connesse all’insinuazione dei crediti tributari dall’ottica del curatore/commercialista, non tralasciando di fare riferimento alle novità introdotte dal d.l. n. 98/2011 nonché ai più recenti orientamenti giurisprudenziali in materia.

La fase crepuscolare che precede l’apertura di una procedura d’insolvenza è caratterizzata dalla incertezza dei rapporti giuridici, soggetti alla azione revocatoria fallimentare. Il protrarsi di questa fase di gestione da parte dell’imprenditore di un patrimonio non più “suo”, in quanto il passivo supera l’attivo, cosicché l’effettivo rischio di impresa viene traslato su soggetti terzi e gli atti posti in essere sono connotati da tendenziale instabilità, costituisce fatto pregiudizievole per l’economia in generale e potenzialmente anche per i singoli creditori.

Una nuova parola magica, a cavallo tra diritto processuale del concorso e norma sostanziale che attraversa gli istituti segnati da una comune storia di trattamento dei creditori dell’insolvente.

Leggi la relazione completa cliccando qui.

L'indagine OCI sul passivo fallimentare ha incrociato la strada di uno degli istituti più multiformi, complessi e in qualche modo misteriosi del diritto fallimentare: la prededuzione ovvero l'istituto che consente in sede fallimentare un trattamento preferenziale del credito, il quale, ancorché di natura chirografaria e pur postergato rispetto ai crediti con privilegio speciale, è antergato rispetto ad ogni altro. Argomento delicato, ad alto tasso di emotività, forse perche...

Le riflessioni di un dottore commercialista, studioso della materia e spesso consulente. La revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie non appassiona più, di fatto. Da un punto di vista sistematico, poi, sembra sia stato già detto tutto,  tutto chiaro e definito, pronunce e commenti.
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Le Riforme che hanno contraddistinto il settore fra il 2003 ed il 2006 hanno determinato uno spostamento massiccio dell’attenzione, circa la fase di ricostruzione degli attivi fallimentari, dalle azioni revocatorie, ormai indebolite e quasi annichilite dalle interpolazioni del c.d. Decreto competitività del 2005, verso le azioni risarcitorie, aventi come destinatari in primis i componenti degli organi sociali responsabili dell’insorgere della crisi o comunque di non averne attenuato le conseguenze (), oppure verso le banche, cui spesso si imputa di aver artificiosamente protratto l’esistenza dell’impresa decotta cui abbiano continuato dolosamente od imprudentemente ad erogare credito...

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